Il CMT per il Benessere

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CONCERTI


I concerti di quest’anno del CMT

nell’area Martesana / Vimercatese


Primavera musicale a S. Maria in Campo

tutti i venerdì di maggio, 2019 V edizione


Concerti dei docenti del CMT

Musica Barocca, Classica, Moderna,

Jazz, Pop, Rock e altro ancora


Agenzia musicale

per solisti, cantanti, ensemble da camera,

orchestre (www.musicadarte.com)


Concerti per dare un tocco di classe

e di eccellenza a meeting, cerimonie,

eventi, celebrazioni ecc.

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Favole in Musica

Francesca Carola e Roberta Micelli interpretano alcuni celebri brani

ispirati alle favole


Programma


Camille Saint-Saëns (1835 - 1921) - Danse Macabre (Danza macabra) op. 40


Edvard Grieg (1843 - 1907) - Peer Gynt, Suite n. 1


Maurice Ravel (1875 - 1937) - Ma Mère l'Oie (Mamma oca)

- Pavane de la Belle au bois dormant

- Petit poucet

- Laideronnette, impératrice des pagodes

- Les Entretiens de la Belle et la Bête

- Le Jardin féerique


Pëtr Čajkovskij (1840 - 1893) - Lo schiaccianoci, Suite op. 71a



Note al programma


La Danza Macabra di Saint-Saëns è un breve poema sinfonico per orchestra eseguito per la prima volta il 25 gennaio 1874 ai Concerts Colonne di Parigi. Tra le numerose fonti d'ispirazione - la danza macabra, amata dall'iconografia medievale, fu già ispiratrice di musiche (Totentanz di Liszt, ad esempio) e trasfigurazioni letterarie (come La maschera della morte rossa di Edgar Allan Poe) - il compositore si rivolse al poemetto grottesco scritto da Henri Cazalis creando una scena parodistica in cui la morte suonava un violino scordato ballando in un cimitero.

La musica di Saint-Saëns non accoglie le suggestioni demoniache ma prende le mosse dall'originale rilettura per cercare il "caratteristico" in una strumentazione ammiccante e spiritosa. Come altre composizioni di Saint-Saëns la Danse macabre è divenuta molto celebre ed è stata utilizzata sovente nelle colonne sonore cinematografiche e in programmi televisivi.

Francesca Carola e Roberta Micelli eseguono la trascrizione per pianoforte a quattro mani.


Peer Gynt è un poema drammatico in cinque atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1867 e rappresentato per la prima volta a Oslo il 24 febbraio 1876, con le musiche di scena di Edvard Grieg. Dal momento che l’allestimento scenico di Peer Gynt è estremamente complesso e considerato il successo delle musiche di scena di Grieg, la partitura musicale cominciò a vivere indipendentemente dal dramma. Dieci anni più tardi, dalla partitura teatrale (op. 23) Grieg decise di ricavare due suite sinfoniche di quattro episodi ciascuna (op. 46 e 55), che diventarono le sue composizioni più popolari. Lo stesso Grieg realizzò la riduzione pianistica delle due suite, la prima delle quali viene eseguita. Anche questa musica è stata utilizzata una infinità di volte nelle opere cinematografiche e addirittura nella pubblicità.


Ma Mère l'Oye è una suite di Maurice Ravel, originalmente composta per pianoforte a quattro mani e successivamente ampliata e trascritta per orchestra. La versione pianistica, pubblicata nel 1910, è composta di cinque pezzi, ispirati da altrettante illustrazioni tratte da un libro di fiabe per l'infanzia. Solo i primi due pezzi derivano direttamente dalla raccolta di fiabe Ma Mère l'Oye di Charles Perrault. Gli altri discendono da Madame d'Aulnoy (Laideronnette) e Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (La Bella e la Bestia); rimane dubbia invece l'ispirazione de "Il Giardino fatato".

Nei suoi appunti autobiografici, il compositore afferma: «Il proposito di evocare in questi pezzi la poesia dell'infanzia mi portò naturalmente a semplificare il mio stile e a raffinare i miei mezzi espressivi». Rispetto ad altre opere di Ravel, la suite è in effetti piuttosto semplice dal punto di vista tecnico, ma possiede lo stesso rigore formale e la stessa profondità di ispirazione delle opere più complesse.


Lo schiaccianoci è un balletto con musiche di Čajkovskij (op. 71) uno dei principali compositori russi. La storia si ispira al racconto Schiaccianoci e il re dei topi di E. T. A. Hoffmann (1816) nella versione edulcorata di Alexandre Dumas padre, Storia di uno schiaccianoci (1845).

Durante la vigilia di Natale, agli inizi del XIX secolo, il signor Stahlbaum, in Germania, allestisce una festa per i suoi amici e per i loro piccoli figli. Questi, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer, lo zio di Clara e Fritz, che porta regali a tutti i bambini, intrattenendoli con giochi di prestigio.

Alla sua nipote prediletta, Clara, regala uno schiaccianoci a forma di soldatino. Arrivano alla festa anche gli altri parenti e amici, che si uniscono alla festa ballando con gioia. Clara, stanca per le danze della serata, dopo che gli invitati si ritirano, si addormenta sul letto e inizia a sognare. È mezzanotte, e tutto intorno a lei inizia a crescere: la sala, l'albero di Natale, i giocattoli... e soprattutto una miriade di topi che cercano di rubarle lo schiaccianoci.

Clara tenta di cacciarli, quando lo Schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia: alla fine, rimangono lui e il Re Topo, che lo mette in difficoltà. Clara, per salvare il suo Schiaccianoci, prende la sua scarpetta e la lancia addosso al Re Topo, distraendolo; lo Schiaccianoci lo colpisce uccidendolo. Ed ecco che lo Schiaccianoci si trasforma in un Principe, e Clara lo segue, entrando in una foresta innevata.  I due giovani arrivano nel Regno dei Dolci, dove al Palazzo Reale li riceve la Fata Confetto, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure, e di come ha vinto la battaglia col Re Topo. Subito dopo, tutto il Palazzo si esibisce in una serie di danze che compongono il divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij e che rendono famoso il balletto, culminando nel conosciutissimo Valzer dei fiori. Il balletto si conclude con un ultimo valzer, e il sogno finisce: una volta risvegliata, mentre si fa giorno, Clara ripensa al proprio magico sogno abbracciando il suo Schiaccianoci.